DOVE DORMI

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Ho un amico che dorme in piedi. Quando è stanco qualsiasi posizione è buona per riposare. Ovviamente si cerca sempre un comodo letto quando si vuole dormire. C'é chi lo acquista morbi-do, chi lo trova rigido come una tavola, chi su un "castello", chi si appoggia per terra.

Anticamente i pastori d’Israele radunavano il loro gregge dentro l’ovile; armati di un bastone vegliavano a turno durante la notte, ma in verità si stendevano per terra davanti l’ingresso del recinto, che non aveva porta, e diventavano loro stessi "la porta". La loro presenza era sufficiente per impedire a ladri e briganti di rubare le pecore del gregge.

Giovanni proclama Gesù come il "buon pastore" (10,1-10), ma in particolare nei primi dieci versetti lo presenta coma "la porta", è colui che impedisce a ladri e briganti di rubare le pecore. Gesù amava usare similitudini per risvegliare l’attenzione di chi lo ascoltava e per spiegare come evitare di essere privati della propria libertà e autonomia. Non sempre veniva compreso (Gv10,6) allora ripeteva di nuovo, a chi dormiva "in piedi", cioè a chi non vigila sul proprio cuore, sulla pro-pria vita, che Lui è "la porta" delle pecore, è colui che si stende per terra, che sceglie di difendere le sue pecore dagli estranei che attirano il gregge verso pascoli di morte e di inganno.

Ripete a chi non vuole comprendere perché ostinato nel potere, lontano da un desiderio di pienezza, che Lui vuole portare al cuore dell’uomo.

Gesù è il pastore, il guardiano che viene riconosciuto dalla voce, una voce mite e umile, una voce che salva, se accolta e seguita. È così: alla proposta divina deve corrispondere una risposta umana, una disponibilità di conversione. Gesù è "la porta" che lascia liberi di entrare e di uscire, perché l’esperienza dell’amore passa attraverso la libertà e non deve mai sapere di costrizione. Siamo liberi di uscire dal recinto, di allontanarci dall’ovile per diventare adulti e autonomi, ma di-ventiamo maturi quando sappiamo ritornare all’ovile perché riconosciamo la strada di casa, ricono-sciamo la voce di Colui che ci vuole servire. È il coraggio di ritornare non perché sconfitti o feriti, ma per ricordarci che siamo gregge, un popolo di salvati: "Io sono la porta, se uno entra attraverso di me, sarà salvo, entrerà e uscirà e troverà pascolo" (Gv 10,9).

Quante esperienze di distruzione, quanti rapporti malati, finti, che hanno come epilogo la morte, il desiderio di sparire o di far sparire le persone che si credeva di amare. Gesù ci avvisa: " il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere" (Gv 10,10a). Questo accade quando si dimentica la voce del Pastore, che sempre vigila sulla porta del nostro cuore, ma che nulla può fare se noi ci rifiutiamo di ascoltarLo.

Dove dormi? "Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbon-danza" (Gv 10,10b). Tu Signore hai dato la vita per il tuo gregge, non ti sei arreso a ladri e briganti, non ti sei nascosto, non sei fuggito, ma dormi per terra, sei "la porta" che ci concede una notte serena e un riposo tranquillo. Tu desideri per noi vita e abbondanza. Scuoti il nostro cuore dalla superbia che toglie vita ai nostri giorni e ci allontana dalla Tua abbondanza. Di buon mattino conduci fuori la tua Chiesa, il nostro cuore, superando ogni paura perché Tu cammini innanzi a noi.

don Andrea