Un cristianesimo di conversione

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Tempi di grazia. Come non coglierli davanti a Tomaso che chiede il battesi- mo a 40 anni. Domenica 2 marzo alla S. Messa delle 11 inizierà per lui l’ammissione al cammino di catecumenato. Ricevuta la delega dal Vescovo, lo accoglieremo alla porta della chiesa per introdurlo nel cammino di fede che lo porterà alla promessa di Gesù Cristo della vita eterna. 

È lo stesso cammino che ha fatto Marcela, la nostra catecumena di 29 anni. Lei quest’anno, dopo due anni di preparazione, durante la celebrazione del mercoledì delle ceneri, vivrà il rito dell’elezione in cattedrale con il Vescovo Antonio, alle ore 21.00. È un dono per la nostra comunità e insieme a lei iniziamo questo tempo di “conversione”. Durante la terza, la quarta e la quinta domenica di quaresima vivremo con Marcela altri tre momenti significativi consegnandole il Credo e il Padre nostro. Cammineremo con lei perché riceva il Battesimo, la Cresima e l’ Eucaristia. Sono i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana che la Chiesa offre come esperienza salvifica della misericordia del Signore. Si ripete una storia antica, prassi iniziata già dai primi secoli nella Chiesa per i catecumeni che non avevano ancora conosciuto l’annuncio di Cristo e volevano esse- ri ammessi alla gioia della vita comunitaria dei cristiani.

Nella notte di Pasqua sarà amministrata la cresima a Francesca, un ragazza di 36 anni che desidera riconciliarsi con il Signore, continuare e completare il suo cammino di fede per godere dell’effusione dello Spirito Santo.

Diamo per scontato che il cristiano abbia delle tappe legate all’anagrafe, così per anni è stato. Tutti insieme abbiamo ricevuto i sacramenti perché della stessa età, cultura o classe. Ma accade sempre più con frequenza che qualcuno interrompa il suo cammino di comunione con il Signore, per sua volontà o perché educato così. E se l’amarezza e il dispiacere può dimorare nel nostro animo, e pur vero che la fede non può essere forzata e automatizzata. La fede richiede tempo e tempi diversi, pazienza, perseveranza, libertà. Ecco che il Signore opera lentamente nei nostri cuori, per entrare delicatamente quando ci facciamo umili e disponibili. Grande la gioia di chi sco- pre un Dio d’amore che ancora non conosce. Grande al gioia di chi scorge nella testimonianza dei cristiani una luce e una pace unica. Tolte le inevitabili impurità di ogni annuncio, ecco che il Signo- re si mostra e si dona così come Gesù ce lo ha annunciato: accogliente e misericordioso, amore completo e avvolgente.

Iniziamo allora con maturità e disponibilità il tempo di quaresima: tempo di preghiera, di digiuno e di conversione. Una preghiera non come una ripetizione vuota di parole, ma come spazio e tempo silenzioso di intimità con il Padre. Tempo di digiuno da ogni idolatria e violenza. Tempo di conversione per rispondere ad ogni fratello con amore gratuito, come il Padre ci ha mostrato in Gesù. È Lui che ci ha ricordato che l’amore di Dio è donato a tutti come la pioggia che cade sui buoni e sui cattivi. Tempi di Grazia. È un’occasione per tutti per riflettere dei doni ricevuti e dell’importanza della testimonianza. Il Signore ci conceda di comprendere la ricchezza della nostra liturgia, la potenza dell’azione sacramentaria, per rendere visibile le tracce del regno di Dio.                                                                                                                         don Andrea