Immacolata

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8 Dicembre 2013

C’è un modo di presentare la figura di Maria che scoraggia invece di animare. E’ indicata come la donna assolutamente inimitabile, esentata dal peccato originale e dalle sue drammatiche conseguenze, e questo non per merito suo, ma per singolare privilegio divino, confermata in grazia, preservata dal commettere errori, benedetta in ogni sua opera. Ci chiediamo: noi cosa abbiamo in comune con Lei?

Noi siamo costretti a sopportare senza colpa, le pene di un peccato che non abbiamo commesso. Maria è troppo lontana dalla nostra condizione, è come avere per amica una persona di rango più elevato, ci mette quasi a disagio averla accanto!

Quando Pio IX l’8 dicembre 1854 ha formulato il dogma dell’Immacolata, ha usato un linguaggio legato alle categorie filosofiche e teologiche del tempo, oggi forse inadeguate, e più che chiarire e avvicinarci a questo evento, ci allontanano. Oggi dobbiamo rileggere il tutto!

 Nei Vangeli Maria è una semplice ragazza, umile, servizievole, innamorata e desiderosa di farsi una famiglia. Donna che ha dovuto misurarsi con mille difficoltà e con tentazioni simili alle nostre. Ferita e colpita nei suoi legami, ma segnata da una piena disponibilità ad accogliere una volontà divina; oggi potremmo dire sempre pronta a non entrare in conflitto con il presente. E’ Colei che accoglie la grazia, è Colei che non si oppone al Divino che c’è in noi.

E’ curioso che questa storia di Maria esaltata nel tempo, sia stata riletta già da S. Paolo nella lettera agli Efesini. Nel suo inno S. Paolo dice: “Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo…in Lui Dio ci ha scelti per essere santi e immacolati al cospetto della sua carità” (Ef 1,3-4).
Noi ritenevamo che solo Maria fosse santa e immacolata, invece Paolo ci assicura che a questa vocazione, a questo dono, siamo destinati tutti. In noi il male è destinato a subire una disfatta che si è registrato in modo totale in Maria. Ecco che invocando Lei, pregando Maria, il cristiano, ogni uomo, può trovare la guida dello Spirito per percorrere la via della santità. Un percorso, una via, accompagnati da Lei per indagare e accogliere il mistero del nostro cuore.

Quello che non si può rinnovare o cambiare nel tempo, non sono le categorie filosofiche o teologiche per descrive questo percorso, ma la scelta. A ciascuno di noi la libertà di credere, di essere chiamati alla santità o alla mediocrità, a ciascuno di noi la libertà di prendersi cura dell’anima o di lasciarsi contaminare e abusare nello spirito.

Immagino sempre il giorno in cui tutte le figure educatrici che incontriamo nella nostra vita, siano sempre pronte a ricordarci che possiamo farcela, che in noi c’è un germe di santità, seme di speranza che se coltivato nel terreno di Dio porta vita e frutti abbondanti.

Prega per noi o Maria Santa e Immacolata, donna del mattino, perché, chi a Lei si affida fin dall’alba, orienta la sua vita, orienta il suo cuore all’Amore e alla Pace.

don Andrea