VEGLIA DI NATALE 2014

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Pubblichiamo il testo della Veglia di Natale 2014 tenutasi in chiesa la sera del 24 dicembre 2014

VEGLIA DI NATALE 2014

LA FAMIGLIA COME CENTRO DI AMORE

Introduzione

Nell’attesa della notte Santa, preghiamo per la famiglia.

Da tempo la famiglia attraversa una crisi culturale profonda, come tutte le comunità e i legami tra le persone.

Molte famiglie oggi devono confrontarsi con grandi difficoltà. Milioni di persone si trovano in situazioni di fuga e allontanamento, oppure, in condizioni di miseria indegne dell’uomo, nelle quali non è possibile una vita familiare ordinata.

L’individualismo e il consumismo mettono in discussione la cultura tradizionale della famiglia; le condizioni economiche e lavorative rendono spesso difficile la convivenza e la coesione. Pertanto il numero di coloro che hanno paura di fondare una famiglia o che falliscono nella realizzazione del loro progetto di vita è aumentato in modo drammatico, come anche quello dei bambini, che  non hanno la fortuna di crescere in una famiglia ordinata. 

In tutte le culture della storia dell’umanità la famiglia è il normale percorso dell’uomo.

Anche oggi tanti giovani cercano la felicità in una famiglia stabile, ma dobbiamo ammettere che tra la dottrina della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia e le convinzioni vissute da molti cristiani, si è creato un abisso. 

Papa Francesco ricorda le tre parole-chiave da coltivare sempre in famiglia: “perdono, grazie e per favore”, e prega la Vergine di Guadalupe di rendere ogni nucleo familiare fonte di “vita, concordia e fede”.

 

Canto: Dacci Pace

O Signore dacci pace, tutto infatti è dono tuo.

O Signore dacci pace, tutto infatti è dono tuo.

La pace del silenzio, la pace della festa, la pace senza fine.

 

Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38   

L’annuncio scomodo dell’angelo a Maria: nella vita o dici “Sì” o dici “No”

“In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”.

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

Meditazione:

Restare incinta di un figlio, senza essere sposata, ma già promessa sposa a Giuseppe, era adulterio secondo la legge. Ma questo è proprio ciò che l’angelo Gabriele annunciò a Maria. Una cosa assurda e terribile da proporre ad una giovane ragazza.

Il figlio che deve nascere non è un profeta, un re o un condottiero illuminato, ma è il figlio di Dio, è il Dio Gesù che gli Ebrei non conoscevano ancora, dunque un nuovo Dio.

In quel diventare madre improvviso e inaspettato di Maria, ci sono tutte le caratteristiche dell’adulterio e dell’idolatria.

 Canto:

A te Signore innalzo l’anima mia, in te confido.

Meditazione:

I progetti di Dio non seguono la strada più popolare, né la più facile. Eppure MARIA dice “Sì!, mi fido di te Signore, io accetto, e Tu mi difenderai!”.

In quel “SÌ” è svelato un mistero, nascosto nei milioni di anni: tutto ciò che accade ha un motivo, magari a noi sconosciuto, nulla è mai per caso. Tutto, proprio tutto, fa parte di un grande progetto.

Il suo “SÌ” in risposta all’offerta divina, e il cambiamento drammatico di vita che ne sarebbe seguito, mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige un cambiamento radicale.

Questa è la decisione: nella vita o dico “sì” a Dio, a lui mi abbandono e lui mi difenderà, o dico “no”, non mi fido di Dio, non mi abbandono a lui, e mi dovrò difendere da solo.

 Preghiera

Dolcissima Madre Maria, serva del Signore, persuadi il nostro cuore all’Amore, immergi i nostri pensieri nell’Amore, guida le nostre azioni per Amore.

Dolcissima Madre Maria, serva dell’amore, fa che desideriamo ardentemente ciò che Dio vuole, come servi dell’Amore. Amen

 

Canto n. 78 Magnificat

Dal vangelo secondo Giovanni 8,3-11   

Nessuno può improvvisarsi giudice, se non vuole porsi al posto di Dio

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».

Meditazione

Conosciamo bene le crisi della famiglia: incomprensioni, invidie e ripicche allontanano i cuori degli sposi, e i loro gesti diventano freddi, formali e, infine, impuri. L’adulterio è visto, allora, non come rottura e struttura di peccato, ma come rifugio, fuga da oppressioni e da aspettative non soddisfatte.

Inoltre, fin da piccoli ci insegnano, in nome di Dio, della legge o di qualsiasi altra cosa, a giudicare, ad accusare, a stabilire pesi e misure, a esprimere giudizi, a condannare questi invece di quelli. Questo è il processo perverso che crea colpevoli e giudici, tribunali e condanne, vittime e aguzzini. È un cerchio crudele che crea buoni e cattivi, secondo giudizi e visioni umane, che desiderano solo  sfogare tutta la rabbia, il disprezzo, la violenza, il malessere, la sete di vendetta, la miseria profonda, ma ben coperti sotto il mantello della giustizia e della morale.

Nella pagina evangelica, dopo l’accusa, non c’è più una donna, ma un’adultera, una prostituta, un pezzo di carne da disprezzare. Ma la parte più scandalosa e oscena è il disappunto emotivo, la sorpresa indignata di coloro che si sentono colpiti, ovvero gli stessi accusatori, come se l’adultera con il suo errore avesse rovinato la purezza di qualcosa che è di loro assoluta proprietà. Gli accusatori sottolineano che, non avrebbero mai voluto condannarla, ma ne sono costretti in nome della giustizia, dell’opinione pubblica, di Dio.

 

Canto:

Crea in me o Dio un cuore puro oh oh, crea in me o Dio un cuore puro oh oh.

 

Meditazione

Gesù risponde scrivendo sulla sabbia e cosa risponde? “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Gesù ha detto che, nessuno può improvvisarsi giudice, se non vuole porsi nella posizione più scomoda dell’universo, ovvero porsi al posto di Dio.

Gesù risponde che non è l’uomo a dover essere estirpato, ma il male che alberga nel suo cuore e che rovina i rapporti, l’armonia e la vita. Con Gesù finisce il tempo in cui giustizia voleva dire condanna.

Gesù mostra chiaramente alla donna il male delle sue azioni, e la invita a separarsi definitivamente dal male con decisione e chiarezza, ma non la condanna, anzi, afferma che nessuno, da questo momento, può ergersi a giudice dei suoi simili.

Gesù non solo perdona, ma perdona sempre. Gesù non accusa, non umilia, non aggredisce, non colpisce, non esala potere, non fa scempio dei nostri limiti e della nostra povertà.

Gesù chiede giustizia, non condanna, chiede conversione del cuore a tutti, e con gioia e tenerezza comunica a questa donna una novità spirituale e morale del tutto divina: “neanche io ti condanno, va e d’ora in poi non peccare più”.

Preghiera

“Signore, se dobbiamo proprio parlare di un nostro fratello o di una nostra sorella, aiutaci a farlo alla presenza dello stesso, e non alle sue spalle. Quello che andremo a dire fa che sia assolutamente vero, e che le nostre parole facciano del bene, che siano veramente utili, altrimenti serra le nostre labbra, facci tacere, così da non rischiare di divenire servetti petulanti e pericolosi del nemico”.

 

Canto: San Francesco (n.96)

 Dal vangelo secondo Matteo 1,18-21      

Giuseppe spaventato e confuso pensa di ripudiare Maria in segreto

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti, il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

 

Meditazione

Per Maria e per Giuseppe non è stato per nulla immediato accettare Gesù. La provenienza di Gesù, la sua entità, la sua presenza, la sua missione hanno scombinato equilibri, sgretolato sicurezze, polverizzato certezze e abitudini, e tutto ciò ha mosso la paura, tanta paura. Questo succede sempre quando Dio entra nella vita dell’uomo, perché sono illusori i nostri equilibri e le nostre certezze, che Lui desidera cambiare.

Giuseppe anche se pieno di dubbi e difficoltà, anche se deve affrontare da solo e senza aiuto una realtà scomoda e incomprensibile, rimane un uomo giusto, rimane amico di Dio, e sceglie di ripudiare Maria sua sposa in segreto, senza fare di lei pubblico spettacolo. In questo modo Giuseppe riceve l’aiuto divino e la guida celeste.

 

Canto: Antifona n.4

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, chi ha Dio nulla gli manca.

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, sol Dio basta.

 Meditazione

L’angelo rassicura Giuseppe rivelandogli la provenienza divina di quel bambino. Anche noi abbiamo paura. E proprio dinanzi a questa paura si pone il Natale. E ci insegna ad accettare il presente inatteso, non per la promessa di facili soluzioni alle nostre difficoltà, ma in nome di ciò che Gesù un giorno dovrà fare in nome della sua missione per l’umanità.

L’angelo insegna a  Giuseppe che quando si impara ad amare almeno un po’ e a fidarsi di Dio, si è in grado di accettare ciò che ci accade, in pace, pur senza sottomettersi, di provare comprensione, pur senza rassegnarsi, in nome del compito che Dio si prepara ad affidarci in cielo per l’eternità.

Se si accetta ciò che ci accade nella vita, si è in grado di vivere lontani dalla paura, senza entrare in conflitto, e Dio provvederà a noi sempre e per sempre.

Preghiera

Aiutaci Padre Nostro a smettere di avere paura a causa dei nostri pensieri, dei nostri dubbi e di un dialogo interiore senza via di fuga.

Fa Signore nostro Dio che il Natale non sia solo una generica festa in memoria dell’incarnazione,  ma una scelta di vita incontrovertibile.

 

Canto:

Il Signore è mia luce e mia salvezza, il Signore è mia luce e mia salvezza. (2v)

 Dal vangelo secondo Marco 10,1-12            

Il matrimonio secondo il progetto di Dio

Partito di là, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

 Meditazione

Gesù ritorna alle origini e sottolinea l’unione dell’uomo ed della donna come un fatto che deriva direttamente dalla volontà creatrice di Dio. È Dio stesso, che creandoci maschio e femmina ha determinato il bisogno e la ricerca verso l’unione totale.

Se un uomo e una donna vogliono unirsi, devono lasciare il padre e la madre, altrimenti non riusciranno ad essere una carne sola.

Il matrimonio, per essere vero, deve essere vero matrimonio. E da questa verità nasce il poter scegliere liberamente l’amato e la vita matrimoniale, senza condizionamenti psicologici, fisici, sociali ed emotivi. Un amore vero è quello che dura e cresce nel tempo, attraverso gioie, dolori, condivisioni, speranze, dialogo, rispetto. Non è l’unione che genera l’amore, ma l’amore che genera l’unione.

Canto: Antifona n.12

 

E nasce il sole di un nuovo giorno in cui tutto è cambiato per me.

E nasce il sole di un nuovo giorno in cui ho incontrato te.

Meditazione

Il matrimonio cristiano è, prima di tutto, essere disponibili e aperti alla vita dei figli, ma deve essere chiaro che quando si crea una nuova famiglia, è a questa famiglia che si sceglie di dare e dedicare tutta la vita. Poche cose al mondo, infatti,  fanno soffrire un bambino, come il sentire che il padre e la madre sono ancora troppo figli di qualcun altro, perché risultano incapaci di difendere e allevare la prole, oltre ad essere infelici individualmente.

Questo è il significato ultimo dell’indissolubilità.

Quando nella libertà un uomo ed una donna innamorati si scelgono, senza condizionamenti e pressioni, quando la loro famiglia originata è al centro della loro attenzione, quando la loro fede li illumina e li rende generosi e servizievoli tra loro e con gli altri, quando sono disponibili con responsabilità e gioia ad avere i figli che Dio vorrà loro donare, quando un matrimonio pur con tutti i limiti umani parte e si muove così, come potrà non essere indissolubile? Come potrà non essere fondato sulla più rispettosa fedeltà? Quando si ama veramente, chi vorrebbe che finisse?

 Preghiera

Signore Gesù aiutaci a sondare il nostro cuore e le nostre intenzioni profonde.

Amiamo veramente e teneramente le nostri mogli, i nostri mariti, i nostri figli?

Fai vivere con la tua forza i tuoi figli che si sono uniti nel vincolo del matrimonio, perché possano affrontare le avversità, le fatiche e gli imprevisti, divenendo più uniti, più forti e più giocosi. Padre Celeste fonda sulla tua grazia l’indissolubilità e la fedeltà dei nostri matrimoni, facendoli crescere con l’amore dell’uomo e con la forza dell’amore.

Canto: Riempici di te (n.95)

 

CONCLUSIONE

“Dio ha talmente amato il mondo che ha dato il Figlio, l’Unigenito, affinché ogni credente in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Dio ci ha detto e dato tutto. Ma siamo troppo presuntuosi per capire e cambiare. Per chi crede nel nome altissimo di Gesù è tempo di iniziare a pregare seriamente, più di come abbia mai fatto in tutta la sua vita.

È tempo di chiedere perdono con tutto il cuore e di perdonare a tutti di cuore.

Scrive il Papa Emerito Benedetto XVI:

“Si potrebbe dire che l’uomo è vivo finché attende, finché nel suo cuore è viva la speranza. E dalle sue attese l’uomo si riconosce: la nostra 'statura' morale e spirituale si può misurare da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo”.

 

Buon Natale a tutti!