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RIFIUTI

Quanti colori, quanti bidoni. La nostra comunità vive un tempo di ordine con i suoi rifiuti. Anche la parrocchia sta attendendo i nuovi doni. Nel frattempo, si schiaccia bene ogni cosa per gestire al meglio ogni spazio, si impara un calendario e un ritmo, ma se metti in strada ancora i vecchi contenitori puoi ricevere un richiamo con targa rossa: "bidone non idoneo". Nessuna raccolta!

La storia della salvezza, racconta il desiderio di Dio di riportare ordine nella nostra vita, ma ha sem-pre trovato molti ostacoli, incomprensioni, rifiuti. Spesso abbiamo accolto progetti, economie, culture, ideologie, senza differenziare, senza indagare, senza verificare le fonti e i frutti. Ma con la parola del Signore, il Suo amore, la Sua giustizia, la Sua verità, tutto sembra sempre puzzare.

È successo con i profeti di ogni tempo, uomini nuovi e colorati, con il compito "scomodo" di riportare un po’ di ordine, di profumo. Idee nuove con messaggi ordinati, ma puntualmente rifiutati. "Ecco i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito"(Ez 2,3-4). Sono le parole che il Signore rivolge al profeta Ezechiele per inviarlo al popolo deportato in Babilonia, che credeva alle facili proposte di coloro che promettevano un ritorno a casa senza tanta fatica, attraverso compromessi politici e perdita d’identità, mischiando ogni tipo di spazzatura.

Si rifiuta la "parola di Dio", confondendola con le altre parole. Non così per il profeta, per gli uomini che il Signore plasma e sceglie. Ci sono cuori che non si lasciano sedurre e corrompere dal mondo con la spazzatura che contamina ogni cosa. Il profeta è colui che ha assimilato i pensieri del Signore, rima-ne integro, per questo si rifiuta di porre il sigillo di Dio sui disegni dell’uomo e denuncia le strutture segnate dall’ipocrisia. Le sue parole infastidiscono, suscitano irritazione e il destino che lo attende, non può essere che l’incomprensione e il rifiuto.

Tornato a casa, tra la sua gente, da uomo maturo, Gesù entra in sinagoga per insegnare la raccolta differenziata, per rivelare il volto del nuovo gestore, ma trova molti oppositori delle vecchie abitudini, dei vecchi interessi. Lo screditano, si interrogano, non gli riconoscono l’autorità per queste richieste. Il pro-feta, per il compito ricevuto, riconosce l’evidenza delle urgenze del tempo in cui vive, non confonde i valori con presunte libertà, non nasconde il marcio sul fondo dei bidoni.

Gesù cerca fede per operare veri cambiamenti, agisce con chi lo sceglie come unico sostegno per ripulire e ordinare ogni cosa. Gesù a Cafarnao è stato coinvolto in drammatici conflitti con le autorità politiche e religiose, ha attaccato i formalismi, ha denunciato l’ipocrisia e la durezza di cuore. Ma quel giorno nella sinagoga, anche i contadini, le persone semplici non lo accolgano, lo rifiutano. Come spie-gare questa reazione inconsueta? Il bidone sembrava non idoneo! …

"E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità" (Mc 6,4-6).

Capita di vedere qualcuno che cerca tra la spazzatura qualcosa che lo possa sostenere, aiutare a sopravvivere. Forse dovremmo aprire i bidoni dei nostri cuori per cercare quelle mani che ci possono guarire, quelle mani benedicenti che liberano la nostra mente dalla superbia, dalla corruzione, dalle invidie. Aprire, per ritrovare ciò che abbiamo rifiutato. Ci sarà un tempo nuovo e un nuovo profumo quel giorno.

don Andrea

 

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