1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer

Ben Arrivato!

VIA CRUCIS VENERDI' SANTO 2015

L1-INTRODUZIONE

A differenza degli uomini che la storia chiama grandi, Cristo non ha preso con sé nulla. Giuseppe d’Arimatea gli presterà il lenzuolo della sepoltura: ma, sulla Croce, il Figlio dell’Uomo, nell’estrema nudità dell’offerta, può ben dire «Tutto ho dato!».

Accetta la stalla, il fiato degli animali, la greppia, il canto degli angeli, i poveri doni dei pastori, i ricchi doni dei magi, l’esilio in Egitto, il nascondimento fino a trent’anni a Nazaret. Accetta le premure di Marta, i silenzi estasiati della Maddalena, il profumo, le lacrime e i baci della peccatrice, il gesto della Veronica, il pianto delle donne lungo il Calvario. Accetta l’Osanna e il Crucifige, il bacio di Giuda, gli sputi, gli schiaffi, le battiture, la corona di spine, lo straccio di porpora. Accetta la condanna, la croce, le cadute, la spogliazione, i chiodi.  Signore Gesù, aiutaci ad entrare in questo mistero, a restare con te nella tua solitudine, vero luogo di conversione.

 

 

Canto: Nulla ti turbi, nulla ti spaventi

 

1° Stazione: Gesù nell’orto degli ulivi

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Marco (14,32-36)

Giunsero ad un podere chiamato Getsemani, e Gesù disse ai suoi discepoli: « Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura ed angoscia. Disse loro: « La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate ». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: « Abbà, Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».

L2 Meditiamo insieme

In ogni vera esperienza affettiva si tende ad identificarsi con l'altro, si è disposti a fare qualunque cosa, qualunque sacrificio pur di fargli piacere, pur di dimostrargli il proprio amore...E Gesù era venuto nel mondo per fare la volontà del Padre, ma mai come in quel momento, nell’orto degli ulivi, gustò la profondità dell’amarezza del peccato e si sentì smarrito. Nell’orto degli ulivi Gesù ha sentito paura, angoscia e una tristezza fino a morire. Per questo disse: “Abbà Padre, tutto è possibile a te: porta via questo calice da me…”. Ma il rapporto d'amore tra Gesù e il Padre è determinato da quella ininterrotta ed intensa comunicazione che è la preghiera, dove si impara a conoscersi in profondità, e ci si affeziona fino al punto di desiderare la volontà dell'altro, da cui ci si sente riconosciuti ed amati. E, infatti, subito dopo Gesù disse: “Ma non ciò che voglio io, ma ciò che tu vuoi”. Gesù nel momento supremo della sua Passione ci insegna che la volontà del Padre merita sempre di essere preferita alla nostra, perché la volontà del Padre è sempre buona, anche quando chiede di passare attraverso la misteriosa via della sofferenza, della fatica, dell'abbandono e della prova. Il valore dell'obbedienza alla volontà di Dio non sta nella sottomissione, ma nell'offerta libera e incondizionata della propria esistenza alle braccia misericordiose di un Dio che è Padre, che ha cura dei suoi figli, che vuole sempre e solo il loro bene.

L3 Preghiera-

Diciamo insieme: “Sostienici, Signore

  • Gesù guidaci a capire il mistero della tua obbedienza al Padre. Nessuna sofferenza ha potuto staccarti dalla sua volontà. Prevedevi grandi sofferenze nella passione, ma non ti sei sottratto. Il tuo amore al Padre è stato più grande di ogni paura.

     

  • Ti vogliamo seguire nella piena disponibilità al Padre e ti offriamo il nostro cuore contrito e umiliato, affinché la Tua misericordia ce lo restituisca rinnovato, carico di fiducia e di speranza, perché nel fare la volontà del Padre troveremo la pace.

     

  • Padre, quando sperimentiamo di essere schiacciati dalle prove della vita, ci sentiamo affaticati e oppressi e la ribellione e lo scoraggiamento prendono il sopravvento su di noi, aiutaci a fare la tua volontà. Resta con noi Signore nell’ora della prova, non per cambiare gli eventi, ma per imparare a dialogare con gratitudine e benedizione.

 

C. Preghiamo. Signore Gesù, le tue parole significano un tempo di prova. Aiutaci a non farci prendere dalla paura ma a vivere quella pace che è frutto della fede in te. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen

 

Canto: Resta con noi Signore nell’ora della prova

 

° Stazione: Gesù è condannato dal Sinedrio

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Marco (14,55.61b-62a.64b)

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?". Gesù rispose: "Io lo sono!". Tutti sentenziarono che era reo di morte.

L2 Meditiamo insieme

I capi religiosi del popolo condannano Gesù basandosi su false testimonianze e lo giudicano reo di morte. Ma noi sappiamo che lo hanno fatto per invidia e odio. Ecco che cosa occupa sempre la mente dell’uomo, la sfida perenne che è nel suo cuore: la bramosia di prevalere sull’altro, per vanità, e anche nell’ingiustizia più sfrenata l’uomo deve sempre dare spettacolo di sé, della propria malvagità. E Gesù di fronte alle accuse e agli oltraggi, di fronte alla malvagità dell’uomo, Gesù non si scandalizza e neppure risponde con arroganza: ma qualche volta tace, altre volte parla con dignità e verità. Gesù non vuole vendetta o punizione per i suoi nemici. Accetta l’ingiustizia con mitezza e misericordia. Essere mite, però, non significa arrendersi ma, al contrario, significa non prestare il fianco al male, alimentando atteggiamenti di violenza e vendetta. È, infatti, volontà del Padre che Gesù risponda al male col bene. Il Padre vuole che il Figlio rompa la logica della vendetta e chiami anche noi sulla Sua stessa strada di perdono. Non si reagisce al male facendo il male. Il male perde la sua forza quando trova clemenza.

 

L3 Preghiera Diciamo insieme: “Signore, insegnaci ad amare”.

  • Gesù quale sarà l’atteggiamento del cristiano in circostanze simili? Quando tacere, quando parlare nella maniera giusta? Ci affidiamo a Te Signore Gesù: sarai Tu a guidarci!

     

  • Signore, Tu hai detto: “Quando sarete arrestati, non preoccupatevi di quel che dovete dire e di come dirlo. In quel momento, Dio ve lo suggerirà.”(Mt 10,19s). Preghiamo per i cristiani che in alcuni angoli della terra affrontano violenze e soprusi e, fedeli al Vangelo, non rispondono al male con il male, certi della Speranza che viene dalla Verità.

     

    C. Preghiamo. Signore Gesù, donaci il coraggio di leggere la nostra vita con occhi limpidi e cuore puro e la forza di vivere insieme nella verità. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen

     

 

Canto: Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà

 

3° Stazione: Gesù è rinnegato da Pietro

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Marco (14,66-68.72)

Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». E subito, per la seconda volta un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

L2 Meditiamo insieme

Gesù è stato abbandonato, tradito e rinnegato proprio da coloro che avrebbero dovuto amarlo più di tutti, coloro che Egli aveva scelto come apostoli, ai quali aveva confidato i segreti del Regno! Anche Pietro, il discepolo forte, cade in peccato e, per viltà, rinnega Gesù. Eppure aveva promesso che avrebbe dato la vita per il suo Maestro. Pietro era sincero quando diceva questo, ma non conosceva se stesso, non conosceva la propria debolezza. Era generoso ma aveva dimenticato di avere bisogno della generosità del Maestro. Pretendeva di morire per Gesù , mentre era Gesù che doveva morire per lui, per salvarlo. Altrimenti come si sarebbe potuto conoscere la bruttezza del peccato, che è appunto tradimento dell’amore?

 

L3 Preghiera Ti invochiamo: “Signore, accoglici nel tuo amore

  • Gesù, perdona le nostre meschinità, le nostre paure e fragilità. Noi ci denudiamo dinanzi alla Tua maestà e mostriamo a Te le nostre piaghe, le più vergognose. Padre, ci siamo allontanati dalla Tua casa a causa della nostra superbia e arroganza.

     

  • Aprici gli occhi, Signore, per riuscire a smascherare chi in realtà ha tradito l’uomo e Dio. Gesù imploriamo la luce della conoscenza, il dono della determinazione del cuore e della mente, imploriamo da te la forza dell’anima, per mettere il futuro del nostro pianeta e della storia umana in mano al Signore della vita e non nelle fauci del traditore dell’uomo e di Dio.

     

  •  Rivolgi a noi tutti il Tuo sguardo come quella notte a Pietro, dopo il canto del gallo.

 

C. Preghiamo. Tu, giusto giudice che hai preso su di te tutte le condanne degli uomini, fa’ che sperimentiamo la potenza del tuo perdono. Tu sei Dio, e vivi glorioso nei secoli dei secoli. R. Amen

 

Canto: Il Signore è mia luce e mia salvezza

 

4° Stazione: Gesù è giudicato da Pilato

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Marco (15,12-15)

E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei? Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo! E Pilato diceva loro: Ma che male ha fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo! E Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba; e consegnò Gesù, e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò per esser crocifisso.

L2 Meditiamo insieme

Pilato pur sapendolo innocente consegna Gesù ai suoi carnefici, perché sia crocifisso! Lo scarica alla folla e inutilmente cerca di lavarsi quelle mani grondanti di sangue innocente, tutto attaccato al suo potere. Pilato, un uomo di potere, ma soprattutto, un uomo impaurito, debole, vile e servile che non cerca la verità. La condanna di Gesù è sbrigativa e raccoglie le facili accuse, i giudizi superficiali tra la gente, le insinuazioni ed i preconcetti che chiudono il cuore e si fanno cultura razzista, di esclusione e di “scarto”, con orribili calunnie. Quel Gesù che è passato tra noi, sanando e benedicendo, ora viene condannato alla pena peggiore. Gesù può dire: «Sono innocente» ma tace! Pilato è l’immagine di tutti coloro che detengono l’autorità come strumento di potere e non si curano della giustizia. E noi? Sapremo avere una coscienza retta e responsabile, trasparente, che non volga mai le spalle all’innocente, ma si schieri, con coraggio, in difesa dei deboli, resistendo all’ingiustizia e difendendo ovunque la verità violata? Quante… volte.. con le nostre mancanze e i nostri atteggiamenti siamo responsabili della sofferenza degli altri, provocando addirittura divisioni e contrasti, e… gettiamo addosso ai nostri fratelli il fardello di infondate calunnie!

 

L3 Preghiera Diciamo: “Ascoltaci, Signore

  • Signore, desideriamo pregare per tutti coloro che soffrono ingiustamente e sono perseguitati in diversi modi. Perdona tutti coloro che, puntando il dito, condannano senza pietà chi sbaglia. Signore dona la tua luce a chi deve, per missione, giudicare in tribunale, perché emetta sempre sentenze giuste e vere.

     

  • Donaci, Signore, la forza di sopportare il peso del giudizio, del rifiuto, del disprezzo; il peso della malvagità e della calunnia. Signore, quando siamo insultati, fa' che continuiamo a pregare; quando siamo ritenuti senza valori, fa' che continuiamo a pregare. Fa' che quando veniamo giudicati possiamo restare in silenzio, sopportare il dolore e lo sconforto in silenzio, perché la nostra sofferenza, unita alla tua, possa servire a guarire il mondo.

     

  • Aiutaci a cercare sempre la verità, e a stare dalla parte dei deboli, capaci di accompagnare il loro cammino. Fa che, sostenuti dalla tua grazia, non scartiamo nessuno. A te, Cristo Gesù, Agnello muto di fronte ai tuoi accusatori, lode e benedizione nei secoli.

C. Preghiamo. Insegnaci, Signore, a riconoscere i bisogni dei fratelli, vivendo in spirito di condivisione e crescendo in umanità e corresponsabilità. Tu sei Dio, e vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen.

 

Canto: Il Signore ti benedica e ti protegga

 

5° Stazione: Gesù è caricato della croce

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Matteo (27,27-31)

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.

L2 Meditiamo insieme

La flagellazione in uso allora era una punizione terrificante. L’orribile flagellum dei Romani strappava la carne a brandelli. E la corona di spine, oltre che causare acutissimo dolore, costituiva anche uno scherno alla regalità del divino prigioniero, come pure gli sputi e gli schiaffi. Colui che era vissuto facendo del bene a tutti, viene flagellato e coronato di spine.  Gesù mentre viene torturato, guarda, tace, ascolta, mite e silenzioso. Osserva come l’ambizione e l’amor di sfida hanno flagellato, fino a farne brandelli, la mente e il cuore di quei poveri soldati che lo stanno frustando a sangue. Osserva la mente e il cuore dei suoi aguzzini inchiodati dall’ignoranza e dall’ambizione, mentre sputano chiodi nella sua carne. In silenzio guarda e prova un dolore infinito, nel vedere l’amor di contesa conficcato a sangue in mille lunghissime spine nelle anime e nel cuore dei suoi persecutori, mentre pongono la corona di spine sul suo capo. Sono torture tremende quelle che continuano ad emergere dalla crudeltà del cuore umano - e quelle psichiche non sono meno tormentose di quelle fisiche. Gesù guarda e tace e ha compassione di questo popolo sperduto e svuotato, oppresso dall’inganno e  dalla paura.

 

L3 Preghiera Diciamo: “Signore, così sia!”

  • Non al potere degli uomini, ma alla tua Passione, Gesù, chiediamo forza, per affrontare le croci, le difficoltà, le divisioni. Non al piacere effimero delle cose, ma alla tua consolazione, Spirito dell’amore, abbandoniamo il nostro cuore ferito e in ricerca. Non ai sensi di colpa, ma al tuo perdono Padre affidiamo la nostra possibilità di rialzarci da ogni caduta, da ogni vergognoso tradimento.

     

  • Non al nome e alla gloria degli uomini, ma al tuo dolcissimo nome, Maria, tendiamo il nostro desiderio di conforto e di essere accompagnati e capiti. Non alla preoccupazione e alla tensione, ma alla preghiera e all’incessante canto di grazie diamo il nostro tempo, le nostre forze, la nostra mente e il nostro cuore.

C. Preghiamo. Signore Gesù, la tua esistenza e la tua morte hanno cambiato profondamente la nostra umanità. Tu hai vissuto mostrandoci come vivere e come morire. Ti chiediamo di darci la forza di perdonare e il coraggio di chiedere perdono. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen

 

Canto: Kyrie eleison, Christe eleison

 

6° Stazione: Gesù in croce, la Madre e il discepolo

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-30)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

L2 Meditiamo insieme

Gesù sulla croce dimentica se stesso e anche in quel momento supremo, nel dolore allucinante, provocato dalla trazione dei chiodi della croce, con gli ultimi strappi di respiro, prima del soffocamento e della morte, apre bocca e con il suono delle sue ultime parole, compie una consegna suprema. Consegna Giovanni a Maria come suo nuovo figlio e consegna Maria a Giovanni come sua nuova madre. Gesù chiama Maria a diventare madre dell’umanità, perché gli uomini in Maria non siano mai più soli, ma siano sempre seguiti, curati e amati. Gesù ci dona Maria come soccorritrice, madre tenerissima e potentissima contro il male. Gesù dalla croce, prima di morire, compie un atto creativo che ha ricreato tutto e fatto nuove tutte le cose. Gesù ha ricreato nuovamente l’universo. Gesù non chiede a Maria, non chiede a Giovanni, Gesù lo fa, lo compie, lo esegue, lo crea. Da quell’istante Maria è realmente e per sempre Madre di tutti i figli di Dio, e Giovanni e tutti gli uomini della storia umana, da quell’istante, hanno una sola Madre, Maria. Il suono creativo della parola di Gesù ha creato un legame che non c’era, un legame definitivo e invincibile tra Maria e l’uomo, tra l’uomo e Maria. È un legame inscindibile tra creature create, e non tra creature e Creatore. Da quel momento l’uomo, anche se non crede e non riconosce Dio, in Maria è a Lui già saldamente legato, unito per sempre. Questo legame stabilito da Gesù sulla croce, all’ultimo respiro, ha fatto impazzire il nemico che, spingendo gli uomini a uccidere Gesù in croce, pensava di riuscire a staccare l’umanità da Dio e Dio dall’umanità. Gesù invece ha creato tra Maria e l’uomo e tra l’uomo e Maria un legame d’amore e di tenerezza tale che non potrà mai essere vinto dall’odio.

L3 Preghiera Diciamo insieme: “Salvaci, Signore, perché speriamo in te”.

  • Gesù e Maria, avete condiviso fino in fondo anche la sofferenza: Tu, Gesù , sulla croce e tu, Madre, ai piedi di essa. In realtà, siamo stati noi coi nostri peccati a causare tanto dolore. Accettate il pentimento di noi tutti, che per la nostra debolezza siamo sempre esposti al rischio di tradire, rinnegare e disertare.

  • Maria Santissima, Regina della pace, Madre di tutti gli uomini, ti offriamo e ti consacriamo interamente la nostra persona e la nostra vita. Ci affidiamo alle tue cure materne e alla tua protezione, perché tu possa riempire il nostro cuore dei doni e della potenza dello Spirito Paraclito, e perché possa essere un cuore utile al Signore Gesù, secondo il disegno di Dio Padre.

 

C. Preghiamo. Signore Gesù, guarda a questa nostra umanità che ha messo le cose prima delle persone. Aiutaci a rimettere ordine nella nostra vita. Tu sei Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. R. Amen

 

Canto: Risplende la Regina Signore alla Tua destra

 

7° Stazione: Gesù muore sulla croce

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1- Dal Vangelo secondo Matteo (27,45-46)

A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Eli, Eli, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

L2 Meditiamo insieme

Il grido di Gesù sulla croce «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» E’ il gemito dei morenti, il grido dei disperati, l’invocazione dei perdenti. E’ il grido di Giobbe, di ogni uomo colpito dalla sventura. E Dio tace. Tace perché la sua risposta è lì, sulla croce: è Lui, Gesù, la risposta di Dio, Parola eterna incarnata per amore. E questo è un capolavoro di speranza. Gesù, lentamente, con passi che sono anche i nostri, attraversa tutto il buio della notte, accettando la morte più tragica e oscura, frutto estremo del peccato. Gesù muore veramente, perché è vero uomo. Consegna al Padre l’ultimo respiro e si abbandona fiducioso, nelle sue braccia. Quanta paura abbiamo noi della morte? E come siamo tenuti schiavi da questa paura? Gesù, invece, ha preso la vita umana proprio per poterla donare. Gesù si è ripreso il respiro dalle unghie della morte, si è ripreso la vita, e in Lui tutte le vite hanno ripreso respiro. Il respiro della vita sulla terra che tiene in vita la vita è la certezza che in noi e in tutti l’amore e la vita vincono.

 

L3 Preghiera: Preghiamo insieme il Padre: “Per la croce del tuo Figlio, salvaci, Padre”.

  • Nel momento in cui viene meno ogni speranza e comprensione, Signore accresci la nostra fede e rendi disponibile il nostro cuore alla Tua Volontà, sull’esempio di Cristo ubbidiente fino alla morte di croce.

     

  • Signore Gesù, la tua morte è la tua vittoria, hai distrutto il peccato, hai vinto la morte e così facendo ci hai riaperto le porte del Cielo,  donandoci con il tuo sacrificio la salvezza dalla morte eterna.

     

  • Gesù noi ti rendiamo grazie. Il tuo dono totale al Padre, per nostro amore, sia per noi motivo di una vita spirituale più ardente e più generosa. Amen

     

Conclusione di don Andrea

 

BENEDIZIONE, BACIO DELLA CROCE, VEGLIA

MessaOnLine